Mobilità

Meno incidenti mortali in Italia grazie a Fiat: è la soluzione definitiva

Soluzione agli incidenti mortali
Stop agli incidenti mortali - Tuttomoto.it

L’intenzione di Fiat è quella di trovare una soluzione definitiva per limitare al massimo il numero di incidenti stradali gravi. Come? Ecco la possibile svolta per il futuro.

Il 2025 – stando almeno ai dati ufficiali relativi al primo semestre – ha fatto registrare in Italia una situazione leggermente migliore per quanto concerne il numero di incidenti stradali e dei decessi. Il numero di incidenti con lesioni si è attestato sul dato di 82.344, con una diminuzione dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Purtroppo hanno perso la vita sulle strade italiane 1.310 persone. La flessione rispetto al 2024 è stata del 6,8%, ma il numero di morti è ancora troppo elevato. Si moltiplicano le soluzioni per provare ad abbassare quella che rappresenta, a tutti gli effetti, una vera e propria strage quotidiana.

Fiat, la storica azienda italiana di proprietà di Stellantis, però, avrebbe in mente una novità molto importante per limitare il numero di incidenti stradali sulle strade italiane e su quelle di tutto il mondo.

La possibile soluzione per avere meno incidenti mortali sulle strade: ci pensa Fiat

La casa automobilistica italiana Fiat ha intenzione di limitare in futuro la velocità massima possibile delle sue citycar. La soluzione sarebbe quella di rendere possibile l’accelerazione fino a un massimo di 117 km/h per questioni di sicurezza. Le parole di Oliver Francois, amministratore delegato dell’azienda torinese sono abbastanza emblematiche in tal senso.

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La Fiat ha la soluzione per ridurre gli incidenti – Tuttomoto.it

In alcune dichiarazioni di qualche tempo fa su Autocar il CEO di Fiat ha ammesso – senza troppi giri di parole – che tale mossa potrebbe rivelarsi una alternativa molto interessante e intelligente all’installazione di tecnologie di sicurezza troppo costose e, a suo dire, superflue.

Fondamentalmente pensiamo che, con queste norme di sicurezza, la parte meno sostenibile risieda nelle citycar e nella guida urbana – ha affermato – . Perché tutte queste auto sono piccole, democratiche ed economiche, acquistate dai giovani e così via per gli spostamenti quotidiani in città. E vengono guidate a velocità molto più basse. Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware davvero molto costoso: sensori, telecamere, riconoscimento della segnaletica stradale. Trovo tutto questo abbastanza inadeguato, un po’ folle. Ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di un’auto da città del 60% negli ultimi cinque o sei anni“.

E ancora, completando il ragionamento: “Se si considera la velocità massima media legale in Europa, è di 118 km/h, quindi oltre i 118 km/h è spesso illegale andare. In più, la maggior parte dei radar, dei sistemi ADAS e di tutto il resto sono stati sviluppati per consentire alle auto di superare di gran lunga il limite di velocità. Limiterei volentieri le mie citycar, quelle più piccole, a quello che è oggi il limite massimo di velocità legale“.

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