Gli italiani si muovono meno rispetto a dieci anni fa, ma per farlo spendono molto di più.
È questo il paradosso che emerge dagli ultimi dati sulla mobilità: meno chilometri percorsi ogni giorno, meno spostamenti complessivi, ma una voce “trasporti” che pesa sempre di più sui bilanci familiari.
Nel 2025 ogni giorno si registrano circa 102,7 milioni di spostamenti, in media poco più di 2,5 a persona. Dieci anni fa erano di più: il calo è del -4,1%. Ancora più evidente la riduzione delle distanze percorse. La media giornaliera pro capite è scesa da 36,1 chilometri del 2015 a 23,3 chilometri, con un taglio del 35% abbondante.
Ci si muove meno e più vicino a casa
Oggi l’81,3% degli spostamenti avviene entro i 10 chilometri. Dieci anni fa la quota era più bassa. È un dato che racconta un Paese più concentrato sui tragitti brevi: lavoro, scuola, commissioni quotidiane. Si esce, ma si resta nel raggio del quartiere o poco più.
L’auto privata continua a dominare, con il 60,8% degli spostamenti. I mezzi pubblici coprono l’8,9%, mentre il 20,6% avviene a piedi. Cresce però la quota complessiva degli spostamenti considerati sostenibili, che arriva al 34,7%. Più di uno su tre è “green”.
In auto si viaggia leggermente più veloci rispetto a dieci anni fa, con una media di 35 km/h contro i 32,8 del 2015. I mezzi pubblici, invece, rallentano di poco. Differenze minime, ma che incidono sulla percezione di efficienza del sistema.
La spesa per i trasporti pesa sempre di più
Se gli spostamenti diminuiscono, la spesa cresce. Una famiglia italiana destina in media 3.567 euro l’anno ai trasporti, pari al 10,8% della spesa complessiva per consumi. In alcune aree la cifra sale molto di più.
In provincia di Trento si superano i 5.300 euro annui, in Valle d’Aosta e Lombardia si resta sopra i 4.400 euro. In Campania la media è di 2.112 euro, in Puglia 2.175. Differenze territoriali marcate, che riflettono costi della vita, disponibilità di servizi e necessità di spostamento.
Negli ultimi dieci anni i servizi di trasporto hanno registrato un aumento medio dei prezzi del +43,1%. I bus sono cresciuti relativamente poco, ma i biglietti ferroviari hanno segnato un +25,5%, i traghetti oltre il 50% e i voli un aumento che supera il 130%. Chi si sposta per lavoro o per motivi familiari lo ha percepito chiaramente.
L’intelligenza artificiale tra opportunità e rischi
Sullo sfondo c’è l’Intelligenza Artificiale, che promette di cambiare la mobilità nei prossimi anni. I nuovi sistemi consentono di raccogliere e analizzare enormi quantità di dati, migliorando sicurezza, gestione dei flussi e pianificazione delle infrastrutture. Si parla di guida autonoma, ottimizzazione delle reti, riduzione delle emissioni.
Ma non c’è solo il lato positivo. La profilazione degli utenti può portare a una personalizzazione dei prezzi in base ai comportamenti e alla disponibilità a pagare. Un sistema che, se non regolato, rischia di ridurre la concorrenza e di creare tariffe su misura per categorie specifiche di cittadini.
La mobilità non è soltanto un insieme di mezzi e strade. È un’infrastruttura sociale che incide su lavoro, scuola, relazioni. I numeri raccontano un Paese che si muove meno e spende di più. Il prossimo passaggio sarà capire in che modo tecnologia e regole riusciranno a tenere insieme efficienza, equità e sostenibilità.








