La stagione 2026 si apre con un segnale chiaro: l’Aprilia c’è, e Marco Bezzecchi anche. A Buriram la prima sessione di prove libere del GP di Thailandia mette subito pressione a Ducati e riporta Jorge Martin nelle posizioni che contano.
Il cronometro della FP1 non assegna punti, ma racconta molto più di quanto sembri. Temperature alte, asfalto ancora in evoluzione e squadre che iniziano a scoprire le carte dopo i test invernali. E il primo nome in cima alla lista è quello di Bezzecchi.
Bezzecchi parte forte, Ducati subito dietro
Il pilota Aprilia ferma il tempo sull’1’29.346 e rifila 110 millesimi a Fabio Di Giannantonio, primo degli inseguitori con la Ducati del team VR46. Non un abisso, ma abbastanza per mettere un timbro su questa prima uscita stagionale.
Terzo Jorge Martin a 205 millesimi. Il suo rientro stabile nelle zone alte è una notizia quasi quanto il miglior tempo. L’Aprilia ufficiale mostra una base solida e soprattutto una velocità sul giro secco che non sembra casuale.
Questi i primi dieci della FP1 di Buriram:
- 1. Marco Bezzecchi (Aprilia) 1’29.346
- 2. Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46) +0.110
- 3. Jorge Martin (Aprilia) +0.205
- 4. Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) +0.309
- 5. Pedro Acosta (KTM) +0.332
- 6. Marc Marquez (Ducati Factory) +0.426
- 7. Francesco Bagnaia (Ducati Factory) +0.445
- 8. Franco Morbidelli (Ducati VR46) +0.588
- 9. Alex Marquez (Ducati Gresini) +0.666
- 10. Luca Marini (Honda HRC) +0.722
Aprilia concreta, Ducati compatta
Colpisce la presenza di tre Aprilia nelle prime quattro posizioni. Oltre a Bezzecchi e Martin, anche Ai Ogura si inserisce quarto, segnale che la moto di Noale sembra aver trovato una finestra di utilizzo ampia su questo tracciato.
Ducati però non è lontana. Di Giannantonio è secondo, Marc Marquez chiude sesto a 426 millesimi e Bagnaia settimo a 445. Distacchi ridotti, ritmo ancora da decifrare. In FP1 molti hanno lavorato più sul passo che sul giro secco, e questo rende la classifica parziale per definizione.
Pedro Acosta, quinto con la KTM, conferma di voler restare stabilmente nel gruppo di testa. Più indietro le Yamaha, con Quartararo solo diciottesimo e Miller ventesimo. Honda alterna segnali incoraggianti e altri meno convincenti: Marini è in top ten, Mir e Zarco restano a ridosso della seconda metà della classifica.
Cosa dice davvero questa prima sessione
Buriram è una pista particolare, con lunghi rettilinei e frenate violente che mettono alla prova motore e stabilità in ingresso curva. I 340 km/h abbondanti registrati dai migliori confermano che la velocità di punta non manca, ma la differenza si gioca nei dettagli, soprattutto nel settore centrale.
La sensazione è che l’equilibrio sia ancora fragile. I distacchi tra il primo e il settimo sono inferiori al mezzo secondo, un margine che in qualifica può ribaltarsi facilmente. La FP1 serve a prendere le misure, a capire grip e consumo gomme, non a lanciare sentenze.
Resta però un dato: Aprilia ha iniziato il 2026 con un segnale forte. Ducati è lì, pronta a rispondere. E Martin torna a far parlare la pista. Per chi segue il mondiale da vicino, è esattamente il tipo di avvio che promette una stagione meno scontata di quanto si pensi adesso. Il weekend è solo all’inizio, ma l’aria a Buriram è già quella delle sfide vere.








