Speye, la tecnologia toscana che sfida la distrazione al volante (tra sicurezza e privacy): come stanno le cose ad oggi
Ridurre gli incidenti stradali causati dalla distrazione al volante, senza sacrificare la tutela della privacy. È questa la sfida al centro di Speye, un nuovo sistema tecnologico sviluppato in Toscana che utilizza intelligenza artificiale e blockchain per monitorare il comportamento del conducente nei momenti critici della guida.
Nel panorama delle innovazioni dedicate alla sicurezza stradale, Speye si propone come uno strumento di prevenzione e di supporto alle indagini in caso di sinistro. Il dispositivo nasce dall’esperienza della startup toscana Smart AI, in collaborazione con ricercatori del Politecnico di Bari e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e affronta uno dei problemi più rilevanti della mobilità contemporanea: l’uso improprio dello smartphone alla guida.
Come funziona il sistema SpEYE
Speye è composto da una videocamera e da un’unità elettronica compatta installata nell’abitacolo. Il sistema entra in funzione solo in presenza di eventi specifici, come brusche decelerazioni o l’attivazione dei dispositivi di pre-allerta d’impatto. In queste circostanze, vengono registrate immagini del guidatore, successivamente elaborate per oscurarne il volto, così da ridurre al minimo l’impatto sulla sfera privata.
Come spiega Davide Cecio, presidente di Smart AI, i dati vengono conservati esclusivamente in caso di eventi rilevanti, quali incidenti o comportamenti potenzialmente pericolosi. L’elemento distintivo è l’impiego della blockchain: una tecnologia che rende le informazioni raccolte — targa del veicolo, data, ora e dinamica dell’evento — immutabili e verificabili. Un aspetto che può risultare determinante per l’accertamento delle responsabilità in sede giudiziaria.
Il sistema è ancora in fase di sviluppo, ma le prospettive sono ambiziose. I progettisti stanno lavorando a versioni sempre più compatte e a un design facilmente integrabile in qualsiasi veicolo, con l’obiettivo di una futura adozione diretta da parte delle case automobilistiche. Alcune collaborazioni con aziende del settore automotive sono già attive, segno di un interesse crescente verso soluzioni capaci di coniugare tecnologia e sicurezza.
Distrazione alla guida: un’emergenza in crescita
I dati confermano la gravità del fenomeno. Secondo le statistiche di ISTAT e della National Highway Traffic Safety Administration statunitense, la quota di incidenti legati alla distrazione è più che raddoppiata con la diffusione degli smartphone: dal 10-12% dei primi anni Duemila si è arrivati a oltre il 20% nell’ultimo decennio. Numeri che delineano una vera e propria emergenza globale.
In questo contesto, dispositivi come Speye possono avere un ruolo importante, sia come deterrente sia come strumento di analisi oggettiva. Tuttavia, molti esperti sottolineano che la tecnologia, da sola, non basta. Servono politiche pubbliche mirate, campagne di sensibilizzazione e un quadro normativo chiaro sul trattamento dei dati personali.
Tecnologia, informazione e dibattito pubblico
A raccontare e analizzare queste trasformazioni è anche il giornalista e saggista Marco Gasperetti, da anni impegnato nello studio delle innovazioni tecnologiche e delle loro ricadute sociali. Nei suoi interventi e nelle attività accademiche, Gasperetti evidenzia come strumenti avanzati possano contribuire in modo significativo alla sicurezza stradale, purché inseriti in un approccio equilibrato e trasparente.
Il nodo centrale resta infatti il bilanciamento tra sicurezza collettiva e tutela dei diritti individuali. La raccolta e la conservazione dei dati, anche quando finalizzate alla prevenzione, pongono interrogativi etici che non possono essere elusi.
Le prospettive future
Speye rappresenta un esempio concreto di applicazione dell’intelligenza artificiale e della blockchain a un problema quotidiano e urgente. La sua diffusione dipenderà dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, accettazione sociale e regolamentazione istituzionale.
Nel frattempo, il confronto pubblico — alimentato da ricercatori, imprese e divulgatori — resta fondamentale per orientare lo sviluppo di soluzioni che migliorino la sicurezza sulle strade senza compromettere valori fondamentali come la privacy e la libertà individuale.








