Una grave crisi investe Stellantis, sono tutti molto preoccupati. La situazione è critica.
Nonostante l’anno sia iniziato con una crescita del fatturato, il Gruppo Stellantis gestito da Antonio Filosa non può festeggiare fino in fondo questo traguardo. L’azienda che ha una situazione ancora instabile dovuta principalmente agli strascichi della gestione Tavares deve sicuramente ripristinare il fatturato di aziende come DS e Maserati che non stanno performando molto bene.
La preoccupazione maggiore rimane però sicuramente legata alla costruzione delle vetture, partendo dagli impianti a rischio come Pomigliano D’Arco e Termoli ed arrivando alla questione del numero di auto prodotte. Alcuni stabilimenti hanno costretto gli operai a ritmi forsennati ma altri hanno letteralmente centinaia di lavoratori in cassa integrazione o con riduzioni significative all’orario lavorativo.
Secondo i dati raccolti dai sindacati italiani, la produzione di automobili di molti impianti di Stellantis, purtroppo molti dei quali sul territorio italiano con tutto quello che ne consegue per la nostra economia ed i nostri lavoratori, non è mai stata così bassa; i dati sono arrivati e c’è un dettaglio agghiacciante, dal punto di vista storico ed industriale. Vediamo che cosa ci dicono.
Produzione mai così bassa, allarme rosso
I dettagli del calo nella produzione sono stati terribili ma con specifico riferimento al nostro paese. In Italia, nel 2025, sono stati prodotti solo 379.706 veicoli in tutto, di cui appena 213.706 automobili ed il resto veicoli commerciali. Dati così bassi che, secondo le analisi sindacali non si vedevano da 70 anni e che hanno una ricaduta inevitabile sui nostri lavoratori, con ritmi sempre più bassi.
Secondo la FIM e la CISL il calo è stato del 20% rispetto al 2024 e cosa più grave, non si vedevano numeri così ridotti dal 1955, praticamente dal periodo del dopo guerra. L’unico impianto a far registrare un aumento è stato Mirafiori mentre per il resto, il calo è stato generico e prerogativa di quasi tutti i grandi impianti. “Poteva essere anche peggiore”, afferma il Segretario Generale Federico Uiliano parlando del dato in questione.
Il più preoccupante è Melfi dove Maserati ha perso moltissimi clienti ed il calo è stato del 47%, praticamente metà della produzione rispetto all’anno precedente. In questi giorni sono stati fissati diversi incontri tra esponenti del Governo, sindacati e dirigenti del Gruppo per curare anche questa situazione. Il 2026 insomma si apre magari bene per il colosso industriale, ma non per molti dei suoi lavoratori.








